La Congiura dei Pazzi

Vincenzo Mistrini, Pagine: 84, Italiano


 

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Firenze, A.D. 1478.
La città più ricca d’Europa è governata da famiglie di mercanti e banchieri che ospitano e foraggiano i migliori artisti d’Italia. Sontuosi palazzi ospitano collezioni di capolavori scultorei classici e tele dipinte da geni come Botticelli e il Pollaiolo. Dame che prestano il loro volto alle raffigurazioni della Beata Vergine passeggiano per eleganti giardini, mentre i loro ricchi mariti ammassano fortune tra banchi e scrittoi lavorati dai più abili intarsiatori. Tra le ombre, invece, i congiurati affilano i pugnali. Su quella che nominalmente dovrebbe essere una repubblica regna da un ventennio una sola famiglia, i Medici, sovrani non nel nome ma nel concreto. La giovane età del nuovo capo-famiglia, Lorenzo de’ Medici, lascia però sperare ai suoi nemici che si tratterà di un avversario non troppo difficile da abbattere. Il vecchio Jacopo de’ Pazzi tesse le sue trame, trovando un inaspettato appoggio in Sua Santità Papa Sisto IV, nel di lui nipote Girolamo Riario e nel Duca Federico di Montefeltro. Quello che ne consegue è la Congiura dei Pazzi, il fatto di sangue più noto nella storia politica del Rinascimento Italiano.
Vincenzo Mistrini
84
Novembre 2018
Luca Cristini Editore
Italiano