Storia della guerra dei trent'anni - Volume 2

Luca Stefano Cristini, Pagine: 114, Italiano


 

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LA GUERRA DEI TRENT’ANNI 1618-1648  IL PRIMO GRANDE CONFLITTO EUROPEO
Volume 2: La fase danese-Olandese

Con il termine Guerra dei Trent’anni vengono definiti tutti quei conflitti combattuti tra il 1618 e il 1648, in cui furono coinvolte tutte le maggiori potenze dell’Europa continentale.
Gli scontri, maturati da fattori religiosi e politici, ebbero inizio fra i seguaci tedeschi della Riforma protestante contro i loro connazionali cattolici, entrambi appoggiati da potenze e fazioni esterne. Subito dopo la prima fase boema iniziata con una rivolta religiosa che avrebbe potuto facilmente venire isolata,la guerra travolse nella lotta, in modi diversi, quasi tutti gli stati europei.
Al conflitto iniziale si aggiunsero quindi rivalità dinastiche, la determinazione di molti principi tedeschi di liberarsi dal potere imperiale e l’opposizione di alcune potenze europee (soprattutto Svezia e Francia) al predominio imperiale degli Asburgo.
La guerra, che fu una tra le più distruttive della storia europea e mondiale, viene tradizionalmente suddivisa in quattro fasi: la boemo-palatina-tedesca (1618-1625); la fase danese-olandese (1625-1629); la fase svedese (16301635) ed infine la fase francese (1635-1648).
Questo scontro fu una catastrofe che gettò gran parte dell’Europa in un abisso di crudeltà, immani disastri e di barbarie. Tuttavia, benché gli stati scandinavi, Francia e Inghilterra, l’Italia e i Paesi Bassi rappresentassero una parte pur consistente nella tragedia, principale teatro della guerra fu quasi sempre l’impero, rappresentato in gran parte dalla attuale Germania, e primi a soffrirne furono per l’appunto il popolo tedesco e quello boemo.
Il conflitto aggiunse una grave depressione sociale ad una drastica crisi economica, producendo devastazioni feroci di cui la storia offre pochi esempi. Le popolazioni rurali, i contadini e tutti i cittadini dell’impero tedesco subirono il peggio: saccheggi, carestia, fame, persino cannibalismo.
Interi villaggi scomparvero e intere popolazioni sterminate (famoso fra tutti il famigerato sacco di Magdeburgo).
La Germania, che agli inizi del secolo era in primo piano nella civiltà europea, alla fine della guerra si ritrovò priva di letteratura e di arte, nella bancarotta più profonda, con un paese insomma che ricominciava da zero, richiamando in ciò il titolo del famoso film di Roberto Rossellini, ”Germania anno zero” anch’esso ambientato alla fine di un’altra disastrosa guerra che coinvolse il popolo tedesco quasi tre secoli dopo.
Luca Stefano Cristini
114
Settmebre 2018
Luca Cristini Editore
Italiano